Lo SMAF Quartet nasce dall'esigenza di plasmare, in un unico linguaggio,
le esperienze e le caratteristiche dei quattro musicisti che lo compongono.
Il jazz è il linguaggio comune a tutti e quattro i musicisti.
Alle sonorità che hanno origine nel mondo afroamericano si mescola ciò
che la nostra cultura ci ha trasmesso e ci continuerà a trasmettere.
La nostra cultura è quella europea, di cui è espressione anche la musica
colta, che fonde in sé tradizione orale e tradizione scritta.
Cos’è il jazz di oggi, se non questo?
La fusione tra il mondo "orale" Africano e quello "scritto" Europeo.
Questo è il cuore della ricerca musicale dello SMAF Quartet. Fondere, se possibile, i due mondi che hanno dato vita al loro background di musicisti.
Fondere la scrittura con l’oralità dell’improvvisazione, il timing ritmico, in una ricerca continua di sviluppo misurato e metrico, la melodia che traspira, così,
di elementi europei ed afroamericani.
Al riguardo, dice Gordon Murray (grande clavicembalista canadese) che egli
non può insegnare il linguaggio di Frescobaldi, di Vivaldi o di Scarlatti ad un cembalista italiano, perché egli già lo possiede dentro di sé,
bisogna solo cercare di tirarlo fuori nel miglior modo possibile.